PER AVERE UNO STUDIO COME SI DEVE BISOGNA SCEGLIERE TRA LA BOUTIQUE E IL SUPERMERCATO DELLA CONSULENZA.
UN CONSIGLIO E' QUELLO DI SCEGLIERE QUALE IDENTITA' ADOTTARE AI FINI DI UN PROCESSO DI MARKETING.
IL COMMERCIALISTA ADOTTA LA BOUTIQUE QUANDO SCEGLIE DI AVERE UNA CLIENTELA IN ALTO E ADOTTA UNO STILE DI STUDIO PUTTOSTO COSTOSO PER AVERE UN'IMMAGINE ALL'ALTEZZA DEL CLIENTE.
IL SUPERMERCATO E' INTESO COME UNO STUDIO IN CUI SI E' MONOPOLISTI DELLA ZONA E NON SI VUOLE APPARIRE CON UN'IMMAGINE COSTOSA ANZI PIUTTOSTO ALL'ALTEZZA DELLA CLIENTELA CHE E' NELLA ZONA.
GENERALMENTE GLI STUDI DEVONO TRASMETTERE UN'DENTITA' COME: CHI SIAMO, TRASMETTERE STABILITA' E COERENZA E RICERCARE COSA VIENE PERCEPITO DALL'UTENTE FINALE.
CI POTREBBE ESSERE UN LOOK SOBRIO OPPURE ELEGANTE, MA LA STABILITA' E LA COERENZA NON DEVONO MANCARE.
LA FIDUCIA E' IMPORTANTE MANTENERE LA SAPIENZA PER AVERE SUCCESSO NELLE RELAZIONI CON I POTENZIALI CLIENTI.
POTREBBE ESSERCI ANCHE UN "BRAND"; MA COSA E' QUESTA PAROLA ADOTTATA DAGLI STUDI PIU' GRANDI? AGIRE CON SOTTO IL NOME DEL FONDATORE CHE VI POSSO DIRE AD ESEMPIO NEI GRANDI STUDI CI POTREBBE ESSERE UN SIGNORE CHE SI E' FATTO STRADA ED HA CREATO VARI STUDI GRANDI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E SI LAVORO SOTTO IL MARCHIO DEL SUO NOME.
VEDERE LA REPUTAZIONE E LA PROPRIA PERSONALITA' GUARDARSI ALLO SPECCHIO E PORSI DELLE DOMANDE QUALI AD ESEMPIO SONO I PUNTI DI FORZA E CERCARE PER QUELLI LA POSITIVITA' (ANALISI SWOT).
SE VI PIACE QUANTO SOPRA DETTO POTETE MANDARMI MI PIACE GRAZIE.
15/09/18
Accordo di ristrutturazione
Deposito accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F.
L'esercizio dell'impresa a carattere individuale non attua una separazione patrimoniale tra i beni destinati all'attività commerciale e quelli privati, come, invece, accade nelle società, anche quelle prive di personalità giuridica, come le società di persona, ove comunque si realizza una autonomia patrimoniale, che consente di tenere distinti i patrimoni delle società da quelli dei soci. Di conseguenza, così come quando fallisce un imprenditore individuale vanno acquisiti all'attivo tutti i suoi beni, compresi quelli non destinati all'esercizio dell'attività, egualmente il concordato e l'accordo di ristrutturazione coinvolgono l'intero unico patrimonio del debitore individuale
Dopo gli interventi delle Sezioni unite del 2016 e del 2017 e la riscrittura dell'art. 183ter l.f., anche nella procedura di ristrutturazione dei debiti è ora possibile falcidiare l'IVA, rispettando le condizioni di legge.
Dopo gli interventi delle Sezioni unite del 2016 e del 2017 e la riscrittura dell'art. 183ter l.f., anche nella procedura di ristrutturazione dei debiti è ora possibile falcidiare l'IVA, rispettando le condizioni di legge.
07/08/18
APPROVATO IL DECRETO DIGNITA'
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06/08/18
SPESOMETRO E FATTURE EMESSE E RICEVUTE E' ABOLITO
Siamo alle solite chi fa le norme e chi le cancella dipende dalle priorità dei governi, ad esempio adesso hanno attraverso il decreto dignità, aboltito l'obbligo delle fatture emesse e ricevute D.L. 87/2018 ESCLUSIONE DELL'OBBLIGO di comunicazione di dati e fatture per produttori agricoli in regime di esonero in rif. all'art. 34, c. 6, del DPR n. 663/72.
- Salta la scadenza dello spesometro per settembre 2018.
- le scadenze di presentazione dello spesometro:
questo significa che i dati relativi al terzo trimestre 2018 possono essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre cioè il 30 novembre 2018.
questo significa che i dati relativi al terzo trimestre 2018 possono essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre cioè il 30 novembre 2018.
13/07/18
16/06/18
IMU un caso particolare, ma piuttosto comune, riguarda l'ipotesi del cambio di residenza in corso d'anno.
Il prossimo 18 giugno scade il termine per il pagamento del primo acconto dell'IMU e TASI 2018. Un caso particolare, ma piuttosto comune, riguarda l'ipotesi del cambio di residenza in corso d'anno. In applicazione del principio generale che stabilisce che l’imposta sia dovuta su base mensile, nel caso in cui il proprietario trasferisca la propria residenza nel corso dell’anno in un altro immobile, l’obbligo di pagamento, ovvero l’esenzione, debbono essere rapportati rispettivamente ai mesi nei quali sono presenti i requisiti che servono a definire l’abitazione principale ossia, la contemporanea presenza di residenza anagrafica e effettivo utilizzo dell’immobile.
Se invece tra la vendita della vecchia abitazione e il trasferimento nella nuova è intercorso un periodo di tempo nel quale il nuovo immobile è rimasto a disposizione, vale a dire non abitato, ad esempio per l’esigenza di effettuare lavori di ristrutturazione, per questi mesi sarà obbligatorio il pagamento dell’IMU con l’aliquota prevista per le seconde case da parte del proprio Comune. Solo dal momento dell’utilizzo effettivo, accompagnato ovviamente dal cambio di residenza, sarà possibile l’esenzione.
Vediamo di seguito due esempi:
1 - Abitazione acquistata il 12 gennaio come prima casa.
Lavori di ristrutturazione in corso e trasferimento di residenza dal 20 aprile.
Il proprietario pagherà
A marzo trasferimento in altre regione per motivi di lavoro.Sull’immobile niente IMU e TASI per i primi due mesi dell’anno ma sono dovute entrambe le imposte da marzo in poi.
Attenzione
In caso di cambio di residenza ai fini delle imposte si deve far riferimento alla data di presentazione della domanda. I caso di esito positivo dell’accertamento da parte dei vigili urbani, infatti, la data di decorrenza dell’iscrizione anagrafica sarà quella in cui è stata presentata la richiesta allo sportello comunale.
Se invece tra la vendita della vecchia abitazione e il trasferimento nella nuova è intercorso un periodo di tempo nel quale il nuovo immobile è rimasto a disposizione, vale a dire non abitato, ad esempio per l’esigenza di effettuare lavori di ristrutturazione, per questi mesi sarà obbligatorio il pagamento dell’IMU con l’aliquota prevista per le seconde case da parte del proprio Comune. Solo dal momento dell’utilizzo effettivo, accompagnato ovviamente dal cambio di residenza, sarà possibile l’esenzione.
Vediamo di seguito due esempi:
1 - Abitazione acquistata il 12 gennaio come prima casa.
Lavori di ristrutturazione in corso e trasferimento di residenza dal 20 aprile.
Il proprietario pagherà
- IMU e TASI per i primi quattro mesi dell’anno
- avrà l’esenzione dalle imposte da maggio in poi.
A marzo trasferimento in altre regione per motivi di lavoro.Sull’immobile niente IMU e TASI per i primi due mesi dell’anno ma sono dovute entrambe le imposte da marzo in poi.
Attenzione
In caso di cambio di residenza ai fini delle imposte si deve far riferimento alla data di presentazione della domanda. I caso di esito positivo dell’accertamento da parte dei vigili urbani, infatti, la data di decorrenza dell’iscrizione anagrafica sarà quella in cui è stata presentata la richiesta allo sportello comunale.
15/06/18
Poteri di controllo limitati per il socio accomandante
Poteri di controllo limitati per il socio accomandante
Nelle società in accomandita semplice il controllo del socio accomandante si materializza nel diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite e di controllarne l’esattezza. Non sussiste, invece, alcun diritto del socio di capitale di accedere integralmente alla documentazione sociale.
Lo ha stabilito la sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Roma, sedicesima sezione civile, con un’ordinanza del 13 febbraio 2018.
La decisione trae origine dal reclamo proposto da una Sas e dal suo socio accomandatario avverso un’ordinanza del Tribunale resa in data 30 agosto 2017, nella quale il Giudice di prime cure aveva riconosciuto al socio accomandante il diritto di consultare i libri e gli altri documenti sociali al fine di far valere il proprio potere di ispezione e controllo.
Ciò in ragione del fatto che l’articolo 2320 cod. civ. prevede un diritto del socio da considerarsi, analogamente a quello sancito dall’articolo 2476, comma 2, cod. civ. in favore dei soci di società a responsabilità limitata, di natura potestativa e che funge da necessario contraltare alla mancanza di poteri gestori dell’accomandante.
Il Collegio d’Appello ha stravolto la decisione di primo grado attraverso una completa rivalutazione della fattispecie. Viene, infatti, ritenuta fallace l’equiparazione tra il diritto di controllo spettante all’accomandante ai sensi dell’articolo 2320 cod. civ. e il diritto di controllo spettante al socio di una Srl ex articolo 2476 cod. civ..
Ciò in quanto l’articolo 2320, comma 3, cod. civ. si limita a prevedere, con carattere di inderogabilità, che i soci accomandanti hanno il diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite e –solo dopo aver avuto tale comunicazione – di controllarne l’esattezza, a tal fine – e solo a tal fine – potendo consultare i libri e gli altri documenti della società. Quindi, il divieto di immissione nella gestione degli accomandanti è stato contemperato con siffatto potere di controllo.
Conforme a tale indirizzo è la giurisprudenza, la quale in passato (Cassazione, sentenza n. 376/1996) ha stabilito che, sebbene il diritto agli utili sorge solo in base alla regolare approvazione del bilancio, l’approvazione del bilancio è atto che spetta istituzionalmente ai soci accomandatari. Gli accomandanti possono solo impugnare il bilancio provocando un sindacato di legittimità dello stesso, ma un sindacato inteso come rispondenza del documento contabile alle operazioni sociali.
Inoltre, ha affermato l’ordinanza in commento, “i poteri riconosciuti all’accomandante non possono configurarsi alla stregua di quelli previsti dall’articolo 2261 cod. civ. per i soci della società in nome collettivo, trattandosi di un sindacato che, da una parte, verte non già sull’amministrazione, ma sulla esattezza dei dati esposti in bilancio e, dall’altra, è consentito solo al termine dell’esercizio sociale. In questa prospettiva, deve anche concludersi che gli accomandanti non hanno il diritto di avere dagli amministratori notizia circa la gestione dell’impresa sociale e nemmeno il diritto di consultare i libri ed i documenti nel corso dell’esercizio”.
In conclusione, alla luce di tutto ciò, il Tribunale ha ritenuto che non sussista un diritto del socio accomandante di accedere integralmente alla documentazione sociale.
Fonte:
ecnews
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