05/12/23

Prossimo condono fiscale 2024

Secondo le notizie che circolano in questi giorni, il prossimo condono fiscale 2024 sarebbe un'estensione della rottamazione quater, che si è conclusa a giugno 2023. In particolare, si ipotizza che i debiti fino a 30.000 euro possano essere eliminati in parte mediante il pagamento di una percentuale del debito al fisco.

La platea di coloro che possono richiedere il saldo e stralcio potrebbe essere allargata rispetto alla precedente rottamazione, includendo anche i contribuenti con redditi superiori a 30.000 euro, ma in una situazione di disagio economico tale da non riuscire a pagare le cartelle esattoriali pervenute.

La proposta di un nuovo condono fiscale è stata avanzata da Matteo Salvini, leader della Lega, che ha sostenuto che si tratta di una misura necessaria per venire incontro ai contribuenti che hanno difficoltà a pagare i propri debiti.

La proposta è stata accolta con favore da alcune associazioni di categoria, ma è stata criticata da altri, che hanno sostenuto che si tratta di un'operazione di favore per i debitori che non hanno pagato le tasse.

La decisione di inserire o meno un condono fiscale nella manovra economica del 2024 sarà presa dal governo nei prossimi mesi.

Ecco alcuni dettagli sulla possibile struttura del nuovo condono fiscale:

Debiti ammessi: i debiti ammessi al condono sarebbero quelli relativi a imposte, tasse, contributi previdenziali e assistenziali, sanzioni amministrative e interessi.

Importo massimo: il limite massimo di debito ammissibile al condono sarebbe di 30.000 euro.

Tasso di condono: il tasso di condono sarebbe applicato sul debito residuo, al netto delle sanzioni e degli interessi.

Platea dei beneficiari: la platea dei beneficiari del condono sarebbe ampliata rispetto alla precedente rottamazione, includendo anche i contribuenti con redditi superiori a 30.000 euro, ma in una situazione di disagio economico tale da non riuscire a pagare le cartelle esattoriali pervenute.

Naturalmente, si tratta solo di ipotesi e la struttura del nuovo condono fiscale potrebbe essere modificata in base alle decisioni del governo.

02/12/23

Addio alle semplificazioni contabili per i forfettari

"Addio alle semplificazioni contabili per i forfettari che aderiscono al concordato preventivo biennale" in ambito di tutela del consumatore. Il concordato preventivo biennale è una misura introdotta dalla riforma fiscale del 2022, che consente ai contribuenti con partita IVA di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, di stabilire in anticipo, e sulla base del reddito proposto dall'Agenzia delle Entrate, la base imponibile e l'ammontare delle imposte dovute per i due periodi d'imposta successivi.

Per i contribuenti in regime forfettario, l'adesione al concordato preventivo biennale comporta la perdita di alcune semplificazioni contabili. In particolare, i forfettari che aderiscono al concordato preventivo biennale devono:

-Tenere una contabilità più dettagliata, gestendo in modo dettagliato i costi e documentandoli.

-Compilare il Quadro Rs del Modello Redditi, in modo da controllare e comunicare le spese sostenute durante il periodo d'imposta.

Queste modifiche possono avere un impatto significativo sui forfettari che aderiscono al concordato preventivo biennale, in quanto comportano un aumento degli adempimenti contabili e un incremento dei costi.

Da un punto di vista della tutela del consumatore, queste modifiche possono essere considerate come una forma di "onere aggiuntivo" imposto ai forfettari, che può essere considerato contrario al principio di "razionalità e proporzionalità".

Infatti, i forfettari sono contribuenti che hanno scelto un regime fiscale agevolato, che prevede, tra l'altro, una semplificazione degli adempimenti contabili. L'introduzione di nuovi adempimenti contabili per i forfettari che aderiscono al concordato preventivo biennale può essere considerata come una violazione di questo principio, in quanto può rendere meno vantaggioso il regime forfettario per questi contribuenti.

Inoltre, queste modifiche possono avere un impatto negativo sulla competitività dei forfettari, che possono trovarsi in una posizione di svantaggio rispetto ai contribuenti che non aderiscono al concordato preventivo biennale.

In conclusione, l'introduzione di queste modifiche può essere considerata come una misura che può avere un impatto negativo sui forfettari, sia in termini economici che di competitività.

01/12/23

ANATOCISMO

L'anatocismo è un termine di origine greca che significa "riaggiornamento degli interessi". In ambito finanziario, l'anatocismo indica la produzione di interessi da parte di interessi scaduti e non pagati su un debito pecuniario.

In pratica, l'anatocismo si verifica quando gli interessi che maturano su un debito vengono aggiunti al capitale originario e, a partire da questo nuovo capitale, vengono calcolati nuovi interessi. Questo processo si ripete periodicamente, fino alla scadenza del debito.

L'anatocismo può essere applicato a qualsiasi tipo di debito, ma è più comunemente utilizzato nei prestiti bancari, nei mutui e nelle carte di credito.

In Italia, l'anatocismo è stato a lungo vietato per i contratti stipulati con i consumatori. Tuttavia, nel 2009 la Corte di Cassazione ha stabilito che l'anatocismo è lecito anche nei contratti con i consumatori, a condizione che sia espressamente previsto nel contratto.

La normativa italiana sull'anatocismo prevede che, per i contratti stipulati con i consumatori, gli interessi anatocistici non possano superare il limite del 12% annuo.

L'anatocismo può avere un impatto significativo sul costo di un debito. Ad esempio, se un prestito di 10.000 euro viene rimborsato in 10 anni con un tasso di interesse annuo del 10%, senza anatocismo il costo totale del prestito sarebbe di 11.000 euro. Con l'anatocismo, invece, il costo totale del prestito sarebbe di 11.668 euro.

Per questo motivo, è importante verificare attentamente la presenza di clausole anatocistiche nei contratti finanziari prima di sottoscriverli.

24/11/23

PNRR notizie importanti

 PNRR

In particolare, tra le Top News di novembre vi segnalo:


·         l’apertura dello sportello per il Fondo di Transizione Industriale, volto a sostenere l'efficientamento energetico e nell’utilizzo delle risorse nelle attività d’impresa dei settori estrattivo e manifatturiero


·           la pubblicazione della direttiva RED III in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa, per promuovere la diffusione delle energie rinnovabili nei paesi dell’Unione Europea.


Inoltre, nella sezione Top Bandi sono riportate le opportunità relative ad una selezione di settori chiave, con allegati i rispettivi bandi e decreti. Nel periodo di riferimento, si segnalano interessanti opportunità per le imprese del settore dei trasporti e delle infrastrutture e per le imprese attive nella produzione di componenti per la value chain dell’idrogeno.

23/11/23

Depositi fiscali: qual è il regime IVA applicabile

DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE 

Depositi fiscali: qual è il regime IVA applicabile

Con la risposta a interpello n. 465 del 2023, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che Il trasferimento di carburanti per motori autotrazione da un deposito fiscale a un altro deposito fiscale, in regime di accisa sospesa, rientra sempre nel regime che prevede la sospensione nell'applicazione dell'IVA. Per quanto concerne i beni custoditi nel deposito fiscale, la ratio legis è quella di allineare sostanzialmente l'esigibilità dell'IVA a quella dell'accisa. Per quanto concerne, invece, i beni introdotti nel deposito del destinatario registrato, la norma intende allineare l'esigibilità IVA a quella dell'effettiva estrazione del prodotto da detto deposito.

22/11/23

Nel 2024, con la riforma fiscale...

Nel 2024, con la riforma fiscale, viene introdotta una nuova possibilità per i contribuenti in difficoltà economiche: il concordato preventivo biennale.

Il concordato preventivo biennale è un accordo tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate che consente al contribuente di pagare i propri debiti in un periodo di due anni, con un'eventuale dilazione di pagamento di ulteriori due anni.

Per poter accedere al concordato preventivo biennale, il contribuente deve soddisfare i seguenti requisiti:

-essere un soggetto ISA (indice sintetico di affidabilità fiscale) con un punteggio pari almeno a 8;

-non essere stato dichiarato fallito o sottoposto ad altra procedura concorsuale negli ultimi cinque anni;

-non essere in stato di liquidazione volontaria;

-non essere stato oggetto di un precedente concordato preventivo negli ultimi cinque anni.

La proposta di concordato preventivo biennale deve essere presentata all'Agenzia delle Entrate entro il 31 luglio 2024.

Se la proposta di concordato viene accettata dall'Agenzia delle Entrate, il giudice del tribunale competente la omologa.

L'omologa del concordato preventivo biennale ha gli effetti di cui all'articolo 182-bis del codice civile, che sono:

sospensione delle azioni esecutive e cautelari;

divieto di iniziare nuove azioni esecutive o cautelari;

divieto di procedere all'esecuzione forzata dei pignoramenti già iscritti.

Il concordato preventivo biennale è un'opportunità importante per i contribuenti in difficoltà economiche. Consente di evitare il fallimento e di pagare i propri debiti in un periodo di tempo più lungo.

Ecco alcuni consigli per concordare con il fisco nel 2024:

Affidatevi a un professionista esperto, come un commercialista.

Preparate una proposta di concordato realistica e sostenibile.

Siate disponibili a collaborare con l'Agenzia delle Entrate.

17/11/23

Diritti dei lavoratori il cambiamento del titolare di uno studio notarile potrebbe essere trsferiemtno d'impresa?

Secondo l’articolo 2112 del Codice Civile italiano, il trasferimento di un’impresa o di una sua parte comporta il trasferimento automatico dei rapporti di lavoro ad essa connessi, senza che sia necessario alcun consenso dei lavoratori coinvolti. Tuttavia, la giurisprudenza italiana ha stabilito che il trasferimento di uno studio notarile non costituisce necessariamente un trasferimento d’impresa, ma dipende dalle circostanze del caso specifico. In ogni caso, i diritti dei lavoratori sono tutelati dalla legge e dal Codice Civile italiano.

L'impatto dell'a.i. generativa nella contabilità

Devi copiare ed incollare sulla stringa di internet il link di seguito per vedere tale documento da me creato: https://gamma.app/docs/LIA-Ge...