11/10/23

Social Media Manager sono liberi professionisti ecco come fiscalmente vengono classificati.

I social media manager possono essere dipendenti di un’azienda o lavorare come liberi professionisti. Nel secondo caso, il pagamento avviene attraverso la presentazione di una regolare fattura, stabilita all’interno di un contratto bilaterale in accordo con l’azienda cliente.

Per quanto riguarda la posizione previdenziale, il social media manager è una figura ibrida ai fini previdenziali. Potrà iscriversi alla Gestione Separata INPS se è prevalente l’attività intellettuale (come consulente o libero professionista) o alla Gestione Commercianti INPS negli altri casi. Codice ATECO 73.11.02. Sul mercato esistono diversi corsi che promettono una fantasmagorica carriera da social media manager. La realtà è che non esistono molti corsi riconosciuti a livello nazionale che permettano una completa ed esaustiva formazione in ambito social media marketing.

Per essere definito SMM freelance è necessario aprire la partita iva e quindi avviare tutte le pratiche per lavorare seguendo la tassazione e il sistema pensionistico italiano. La Gestione Separata INPS è un regime previdenziale che si caratterizza per il fatto di essere separato, da tutti gli altri regimi previdenziali. I lavoratori parasubordinati possono iscriversi alla Gestione Separata, un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

La Gestione Separata INPS è rivolta alle seguenti categorie di lavoratori parasubordinati: le forme di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.); i venditori a domicilio con reddito superiore a 5.000 euro; gli spedizionieri doganali non dipendenti (da gennaio 1998); i beneficiari di assegni di ricerca; i beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca; gli amministratori locali; i beneficiari di borse di studio a sostegno della mobilità internazionale degli studenti (solo da maggio a dicembre 2003) e degli assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero; i lavoratori autonomi occasionali con reddito superiore a 5.000 euro; gli associati in partecipazione fino al 31 dicembre 2015; i medici con contratto di formazione specialistica; i volontari del Servizio civile nazionale (avviati dal 2006 al 2008); i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

09/10/23

FATTURAZIONE E POS

Per fatturare ed essere pagati con il POS, è necessario innanzitutto dotarsi di un lettore di carte. Esistono diversi tipi di lettori di carte, da quelli portatili a quelli da tavolo. I lettori di carte portatili sono più pratici e facili da utilizzare, ma i lettori di carte da tavolo offrono solitamente una maggiore compatibilità e funzionalità.

Una volta acquistato il lettore di carte, è necessario attivarlo con la propria banca o con un istituto di pagamento. L'attivazione è solitamente un processo semplice e veloce.

A questo punto, è possibile iniziare a fatturare e accettare pagamenti con il POS. Per fatturare, è necessario utilizzare un programma di fatturazione o un software gestionale che supporti la fatturazione elettronica. I programmi di fatturazione più comuni consentono di creare fatture in formato elettronico, che possono essere inviate al cliente via email o inviate direttamente al Sistema di Interscambio (SDI).

Per accettare pagamenti con il POS, è necessario inserire la carta del cliente nel lettore di carte e inserire il PIN o firmare il terminale. Il lettore di carte invierà la richiesta di pagamento alla banca del cliente, che autorizzerà o declinerà la transazione.

In caso di autorizzazione, il lettore di carte stamperà uno scontrino che conterrà i dettagli della transazione. Il cliente è quindi tenuto a firmare lo scontrino.

Ecco i passaggi da seguire per fatturare ed essere pagati con il POS:

Acquistare un lettore di carte.

Attivare il lettore di carte con la propria banca o con un istituto di pagamento.

Utilizzare un programma di fatturazione o un software gestionale per creare fatture.

Inserire la carta del cliente nel lettore di carte.

Inserire il PIN o firmare il terminale.

Firmare lo scontrino.

In Italia, l'obbligo di accettare pagamenti con il POS è in vigore dal 30 giugno 2022 per tutti i soggetti con un fatturato superiore a 400.000 euro. Per i soggetti con un fatturato inferiore a 400.000 euro, l'obbligo di accettare pagamenti con il POS è in vigore dal 31 dicembre 2022.

I soggetti che non accettano pagamenti con il POS sono soggetti a sanzioni amministrative che vanno da 30 a 500 euro.

Ecco alcuni suggerimenti per fatturare ed essere pagati con il POS:

Posizionare il lettore di carte in un punto ben visibile e accessibile.

Fornire ai clienti informazioni chiare e concise su come effettuare pagamenti con il POS.

Incoraggiare i clienti a pagare con il POS offrendo sconti o promozioni.

27/09/23

Cosa deve rilasciare l'esportatore abituale per gli acquisti in sospensione d'imposta

L’esportatore abituale, per poter effettuare acquisti in sospensione d’imposta, deve emettere una dichiarazione d’intento. Questa dichiarazione deve essere emessa in duplice copia, numerata progressivamente per ogni anno solare, e consegnata o inviata al fornitore nazionale prima che sia effettuato il primo acquisto.

Per quanto riguarda le esportazioni triangolari, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito le condizioni di non imponibilità IVA per queste operazioni. Le condizioni per il regime di non imponibilità IVA alle cosiddette esportazioni triangolari sono le seguenti:

I beni devono essere trasportati o spediti al di fuori del territorio dell’Unione europea.

Il trasporto o la spedizione dei beni all’estero deve avvenire direttamente a cura (o a nome) del primo cedente, anche su incarico del promotore della triangolazione.

Il promotore e il cliente extra-UE non devono acquisire la disponibilità dei beni all’interno del territorio dello Stato italiano.

In merito alla terza condizione, non si ritiene che il promotore acquisisca la disponibilità dei beni allorquando si occupa dell’assemblaggio e della certificazione della merce che rimane di proprietà del primo cedente.

Per dare prova dell’avvenuta esportazione, il primo cedente può trasferire i beni al di fuori dell’UE e fornire una prova dell’uscita dal territorio comunitario mediante l’apposizione del visto doganale sulla fattura emessa nei confronti del promotore e presentata all’atto dell’esportazione in Dogana. In alternativa, può ricevere una copia del documento doganale di esportazione intestato al promotore e contenente il riferimento alla triangolazione.

25/09/23

La triangolazione tra due paesi aderenti all'UE

La triangolazione tra due paesi aderenti all'UE è un'operazione di cessione di beni che coinvolge tre soggetti distinti:

Il primo cedente, che vende i beni al promotore;

Il promotore, che acquista i beni dal primo cedente e li vende al secondo cessionario;

Il secondo cessionario, che acquista i beni dal promotore e li destina a un paese terzo.

In caso di triangolazione tra due paesi aderenti all'UE, l'operazione è esente da IVA se il secondo cessionario è un esportatore abituale e se i beni sono effettivamente esportati.

Per effettuare una triangolazione tra due paesi aderenti all'UE, è necessario seguire i seguenti passaggi:

Il primo cedente e il promotore devono stipulare un contratto di compravendita.

Il promotore deve emettere una fattura al secondo cessionario per i beni acquistati dal primo cedente.

Il secondo cessionario deve emettere una dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate, attestando l'intenzione di esportare i beni acquistati dal promotore.

Il promotore deve consegnare i beni al secondo cessionario.

Il secondo cessionario deve esportare i beni.

Requisiti per la triangolazione tra due paesi aderenti all'UE:


I soggetti coinvolti devono essere distinti tra loro.

Il secondo cessionario deve essere un esportatore abituale.

I beni devono essere consegnati direttamente al secondo cessionario.

Il secondo cessionario deve emettere una dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate.

Sanzioni in caso di violazione dei requisiti:

In caso di violazione dei requisiti previsti per la triangolazione tra due paesi aderenti all'UE, si applicano le seguenti sanzioni:

Per il promotore: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

Per il primo cedente: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

Per il secondo cessionario: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

Ecco un esempio di triangolazione tra due paesi aderenti all'UE:

Soggetto A: Primo cedente

Soggetto B: Promotore

Soggetto C: Secondo cessionario


Operazione:


A vende a B 100 unità di un bene per un valore di 10.000 euro.

B consegna il bene a C.

C emette una dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate.

B emette una fattura a C per 10.000 euro senza IVA.

C esporta il bene.

Conseguenze fiscali:


B non deve versare IVA all'Erario.

A non deve versare IVA all'Erario.

C non deve versare IVA all'Erario.

Documentazione necessaria:


Contratto di compravendita tra il primo cedente e il promotore.

Fattura emessa dal promotore al secondo cessionario.

Dichiarazione d'intento emessa dal secondo cessionario.

Documenti di trasporto dei beni.

Documenti di esportazione dei beni.

Attenzione:

La triangolazione è un'operazione complessa che richiede un'attenta valutazione dei requisiti previsti dalla normativa. In caso di violazione dei requisiti, si applicano sanzioni amministrative e penali.

23/09/23

La dichiarazione d'intento

La dichiarazione d'intento è un documento che consente agli esportatori abituali di acquistare beni e servizi senza applicazione dell'IVA. La dichiarazione deve essere presentata al fornitore prima dell'effettuazione dell'operazione.

Per compilare una dichiarazione d'intento, è necessario seguire questi passaggi:

  1. Scaricare il modello di dichiarazione d'intento dal sito web dell'Agenzia delle Entrate.
  2. Compilare il modello in tutte le sue parti.
  3. Firmare il modello in originale.
  4. Inviare il modello al fornitore.

Il modello di dichiarazione d'intento è composto da tre sezioni:

  • Dati identificativi del dichiarante
  • Dati identificativi del fornitore
  • Dati dell'operazione

Dati identificativi del dichiarante

In questa sezione, è necessario indicare i dati identificativi del dichiarante, ovvero:

  • Ragione sociale
  • Partita IVA
  • Codice fiscale
  • Indirizzo

Dati identificativi del fornitore

In questa sezione, è necessario indicare i dati identificativi del fornitore, ovvero:

  • Ragione sociale
  • Partita IVA
  • Codice fiscale
  • Indirizzo

Dati dell'operazione

In questa sezione, è necessario indicare i dati dell'operazione, ovvero:

  • Descrizione dell'operazione
  • Data di effettuazione dell'operazione
  • Valore dell'operazione
  • Tipologia di bene o servizio

Una volta compilato il modello, è necessario firmarlo in originale e inviarlo al fornitore. Il fornitore, a sua volta, dovrà conservare la dichiarazione d'intento per un periodo di dieci anni.

Ecco alcuni consigli per compilare correttamente una dichiarazione d'intento:

  • Controllare attentamente i dati inseriti. È importante inserire i dati corretti e completi, in modo da evitare errori o ritardi nella lavorazione della dichiarazione.
  • Firmare il modello in originale. La dichiarazione d'intento deve essere firmata in originale dal dichiarante.
  • Inviare la dichiarazione al fornitore. La dichiarazione d'intento deve essere inviata al fornitore prima dell'effettuazione dell'operazione.

22/09/23

Triangolazione con dichiarazione d'intento

La triangolazione con dichiarazione d'intento è un'operazione di cessione di beni in cui tre soggetti, distinti tra loro, sono coinvolti in una serie di cessioni e acquisti. Il primo soggetto, detto "promotore", acquista i beni da un altro soggetto, detto "primo cedente", e li consegna a un terzo soggetto, detto "secondo cessionario", che li acquista dal promotore.

La dichiarazione d'intento è un documento che viene emesso dal secondo cessionario, in qualità di esportatore abituale, e che attesta l'intenzione di esportare i beni acquistati dal promotore. La dichiarazione d'intento deve essere inviata all'Agenzia delle Entrate, che rilascia un'apposita ricevuta.

In caso di triangolazione con dichiarazione d'intento, l'operazione è esente da IVA. Il promotore, in qualità di primo cedente, emette una fattura senza IVA al secondo cessionario, che incassa il bene e lo esporta. Il secondo cessionario, in qualità di esportatore abituale, emette una fattura senza IVA al proprio cliente finale, che è il destinatario effettivo dei beni.

Ecco un esempio di triangolazione con dichiarazione d'intento:

Soggetto A: Promotore

Soggetto B: Primo cedente

Soggetto C: Secondo cessionario


Operazione:

A acquista da B 100 unità di un bene per un valore di 10.000 euro.

A consegna il bene a C.

C emette una dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate.

A emette una fattura a C per 10.000 euro senza IVA.

C emette una fattura a D, il suo cliente finale, per 10.000 euro senza IVA.

Conseguenze fiscali:

A non deve versare IVA all'Erario.

B non deve versare IVA all'Erario.

C non deve versare IVA all'Erario.

D non deve versare IVA all'Erario.

La triangolazione con dichiarazione d'intento è un'operazione che può essere utilizzata per beneficiare dell'esenzione IVA nelle cessioni di beni a soggetti esteri. Tuttavia, è importante rispettare i requisiti previsti dalla normativa, in particolare l'obbligo di emissione della dichiarazione d'intento da parte del secondo cessionario.

Requisiti per la triangolazione con dichiarazione d'intento:

I soggetti coinvolti devono essere distinti tra loro.

Il secondo cessionario deve essere un esportatore abituale.

I beni devono essere consegnati direttamente al secondo cessionario.

Il secondo cessionario deve emettere una dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate.

Sanzioni in caso di violazione dei requisiti:

In caso di violazione dei requisiti previsti per la triangolazione con dichiarazione d'intento, si applicano le seguenti sanzioni:

Per il promotore: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

Per il primo cedente: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

Per il secondo cessionario: sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo.

07/09/23

Triangolazioni con l'estero

Le triangolazioni sono operazioni nelle quali i beni sono oggetto di due trasferimenti giuridici, ma vengono consegnate direttamente dal primo fornitore al secondo cessionario con un unico trasferimento fisico. Le triangolazioni possono essere nazionali, comunitarie o extra-comunitarie.

Le triangolazioni IVA Intra/Extracomunitarie sono operazioni che hanno a che vedere con tre soggetti diversi. Uno dei quali può essere un soggetto residente in un Paese UE (triangolazioni Iva comunitarie), o in un Paese Extra-UE (triangolazioni Iva Extracomunitarie).

Per quanto riguarda la fatturazione nelle triangolazioni, nella fattura occorre indicare la dicitura “Operazione triangolare” ed indicare il paese di destinazione delle merci. La società che vende il bene può emettere fattura immediata oppure fattura differita. La società che acquista il bene emette fattura non imponibile ai sensi dell’art. 8, co.1, lett. a), DPR 633/19721.

Ci sono vari casi che se volete posso spiegare e che però dovrete chiedermelo nei commenti.

Saluti

L'impatto dell'a.i. generativa nella contabilità

Devi copiare ed incollare sulla stringa di internet il link di seguito per vedere tale documento da me creato: https://gamma.app/docs/LIA-Ge...